Scienza
Ada Lovelace Day 2020 a Torino martedì 13 ottobre 2020 presso la Sala delle Colonne
Ada Lovelace Day Italia è l’edizione italiana dell’evento sulle donne nelle STEM (Science Technology Engineering Mathematics). L’Ada Lovelace Day è un evento internazionale dedicato alle donne e ai loro risultati in ambito scientifico, tecnologico ingegneristico e matematico. Ada Lovelace,scrisse il primo software nel 1840.
Il MUPIN ricorda Ada Byron celebrando l’eccellenza femminile in campo STEM, con un evento aperto al pubblico che si terrà martedì 13 ottobre 2020 dalle ore 17:30 alle 19:30 presso la Sala delle Colonne all’interno del Palazzo Civico di Torino in Piazza Palazzo di Città 1.
L’incontro sarà un’occasione per conoscere ospiti d’eccezione e sentire le loro esperienze personali e professionali. Interverranno: Eleonora Monge, Federica Cresto, Liliana Ravagnolo, Marco Bruno.
A causa dell’emergenza sanitaria i posti in sala sono limitati e la prenotazione obbligatoria attraverso Eventbrite.
Ada Lovelace nasce il 10 dicembre del 1815 a Londra, figlia della matematica Anne Isabella Milbanke e del poeta Lord Byron. Ada cresce avendo come unica figura familiare quella della madre. Da piccola fu da subito riconosciuta come una bambina prodigio.
Ada seguì studi relativi alla tecnologia e alla matematica, fino al calcolo, logica e algebra. Nel 1833, Ada, in occasione di un ricevimento organizzato dalla Somerville, incontra Charles Babbage. Nel 1835 si sposa con William King, conte di Lovelace. Continua negli anni il suo rapporto con Charles Babbage con cui comincia a studiare i metodi di calcolo che possono essere realizzati con la macchina analitica e la macchina differenziale.
Nel 1943 Ada Lovelace pubblica un articolo in cui descrive la macchina analitica come uno strumento programmabile e al tempo stesso prefigura con lungimiranza, l’idea di intelligenza artificiale. L’articolo fu accompagnato da un algoritmo relativo al calcolo dei numeri di Bernoulli che viene considerato il primo programma informatico di sempre.
Ada Lovelace Byron muore il 27 novembre del 1852, all’età di trentasei anni, per un tumore e viene seppellita nella chiesa di Santa Maria Maddalena di Hucknall, nello Nottinghamshire, a fianco della tomba del padre.
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Feltrinelli entra come socio di maggioranza in Codice Edizioni
Feltrinelli e Codice Edizioni hanno siglato un accordo che sancisce l’ingresso del Gruppo milanese, con una partecipazione di maggioranza qualificata, nella storica casa editrice torinese, specializzata nella divulgazione scientifica e nell’organizzazione di rilevanti eventi culturali a tema sempre scientfico.
Codice Edizioni, casa editrice fondata a Torino nel settembre 2003 da Vittorio Bo ha un catalogo di oltre 500 titoli che spaziano dalla saggistica alla narrativa; dall’altra e organizza festival ed eventi dal vivo, tra i quali il Festival delle Scienze di Roma e il Festival dell’Arte di Vicenza.
L’ingresso nel Gruppo vedrà Codice Edizioni come nuova sigla all’interno del Polo editoriale Feltrinelli, con un conseguente ampliamento della rosa di offerte editoriali, un potenziamento della distribuzione e la creazione di nuove sinergie con le tante attività del mondo Feltrinelli rivolte ai pubblici più giovani e appassionati alle tematiche dell’innovazione scientifica.
Nel corso del 2026, l’accordo darà il via a un progetto editoriale che riproporrà alcuni dei titoli storici del catalogo Codice Edizioni, rinnovati nella loro veste grafica. Accanto a queste riedizioni, troverà inoltre spazio una selezione di nuove proposte editoriali, tra cui Proletari di tutta la Terra di Stefania Barca, Spine nel fianco di Willy Guasti, Nel labirinto della foresta di Chris Thorogood e Sette foreste di Giorgio Vacchiano.
Sempre dall’anno prossimo, la divisione di Codice Edizioni dedicata all’organizzazione di festival assumerà il nome di Codice Produzioni. La nuova struttura manterrà le attività consolidate negli anni, affiancando a queste lo sviluppo di progettualità inedite con l’obiettivo di valorizzare le passioni culturali e letterarie e creare esperienze dirette e coinvolgenti per il pubblico.
“Siamo orgogliosi di dare il benvenuto a Codice nella famiglia di marchi editoriali del Gruppo Feltrinelli che si configura come uno snodo tra l’editoria di qualità e le sfide del mercato. – dichiara Alessandra Carra, Amministratrice Delegata di Gruppo Feltrinelli – Intendiamo abbracciare tutti i vari settori culturali che possono accompagnare gli appassionati non solo al futuro del libro ma anche alle varie opportunità che dal libro possono nascere, dagli spettacoli dal vivo ai modelli festivalieri. L’incontro con Codice Edizioni ci consente di arricchire entrambe le piattaforme ed aprirci a collaborazioni che auspichiamo ricche di energia e innovazione.”
“Siamo particolarmente felici di entrare nel Gruppo Feltrinelli, il cui spirito di indipendenza e di progettualità ha formato generazioni di lettori e curiosi. – afferma Vittorio Bo, fondatore di Codice Edizioni – Siamo convinti che la nostra ricerca di libri improntati alla divulgazione scientifica possa rappresentare un ulteriore elemento di qualità nella grande offerta del Gruppo, così come crediamo alle ampie possibilità di consolidamento e diffusione degli eventi e dei Festival, come media culturali sempre più richiesti e frequentati dal grande pubblico.”
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Il Premio Lagrange Fondazione CRT 2025 va a Iyad Rahwan per gli studi sull’interazione sociale uomo macchina
Il premio Lagrange Fondazione CRT 2025 è stato assegnato a Iyad Rahwan scienziato di origine siriano-australiano che a Berlino dirige l’istituto Max Planck for Human Development.
La consegna del premio si svolge martedì 28 ottobre alle OGR Torino Binario 3, seguita da un dialogo tra il vincitore e la professoressa Teresa Numerico, dell’Università Roma Tre, moderato dal giornalista Andrea Capocci, durante il quale saranno esplorati i temi del premio e l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla società.
“Se dovessi raccontare ad un bambino che immagine associare all’Intelligenza Artificiale, disegnerei un robot meccanico metallico. Progettato e costruito come un’automobile che risponde a dei comandi ben precisi e che, grazie alle sue enormi potenzialità, è in grado di modellare la società ed esserne allo stesso tempo influenzato”. Attraverso questa affermazione, lo scienziato di origine siriane, Iyad Rahwan, studioso dell’interazione uomo-macchina nella società contemporanea, con una formazione scientifica maturata tra l’Australia, gli Emirati Arabi, gli Stati Uniti e la Germania, sottolinea come le macchine intelligenti assolvano ad un ruolo non solo tecnologico ma anche di interazione e relazione sociale, riflettendo i bias, le norme e le scelte morali della collettività.
Lo studio dell’IA , non solo come un insieme di algoritmi e dati ma come sistema complesso che produce effetti sociali ed influenza le interazioni e i comportamenti tra le persone e le macchine, ha portato il professor Iyad Rahwan ad essere insignito del Premio Lagrange – Fondazione CRT 2025, il massimo riconoscimento internazionale per la Scienza dei Sistemi complessi e dei Dati, istituito e finanziato dalla Fondazione CRT e coordinato da ISI Foundation – Istituto per l’Interscambio Scientifico, con sede a Torino.
Il lavoro del Prof. Rahwan e dei suoi collaboratori presso il Max Planck Institute for Human Development di Berlino, parte dall’assunto che l’intelligenza artificiale ha la capacità di influenzare ogni aspetto della vita delle persone ma allo stesso tempo l’ecosistema umano, costituito da linguaggi, valori, storia e pregiudizi, rappresenta il “nutrimento” con cui l’IA viene addestrata.
Come si osserva una macchina nel suo habitat naturale? Per il professore occorre studiare in modo sistematico gli output e il comportamento di sistemi già in funzione. Ma questo non è sempre sufficiente in quanto le attuali tecnologie hanno un elevato grado di complessità e imprevedibilità. Spesso, infatti, un algoritmo progettato per uno scopo può avere effetti collaterali non intenzionali nel momento in cui viene implementato su larga scala. Serve quindi adottare un nuovo quadro scientifico dal carattere trasversale apprendendo anche dalla biologia, dall’economia e dalle scienze sociali, al fine di comprendere tutti quei fenomeni che emergono quando milioni di esseri umani e intelligenze artificiali interagiscono tra loro.
Quindi l’IA rappresenta davvero una nuova forma di intelligenza oppure è solo uno specchio dell’intelligenza umana? Le ricerche condotte dallo studioso giungono alla conclusione che entrambi gli assunti siano veri, ossia che l’IA appare come uno specchio deformante che riflette l’uomo, la società, i saperi e gli errori umani. Al tempo stesso rappresenta una nuova forma di intelligenza, che non manifesta il pensiero umano ma esplora territori completamente alieni che vanno studiati in modo profondo.
In questo quadro si inserisce anche il tema etico: i dati raccolti dagli scienziati e testimoniati in diverse ricerche tra cui Moral Machine Experiment e Machine Behaviour, evidenziano come non sia possibile immaginare un’etica universale per l’intelligenza artificiale. L’obiettivo non deve essere infatti quello di trovare un codice etico unico da programmare nelle macchine, bensì di creare processi che permettano alle diverse comunità e culture di deliberare e decidere autonomamente quali valori le loro macchine dovrebbero riflettere.
I dilemmi sociali dell’IA non sono dunque soltanto enigmi astratti o intellettuali. Sono profondamente umani. Per questa ragione, Iyad Rahwan ha trovato anche nell’arte la modalità per tradurre l’impatto sociale di un algoritmo complesso in un’esperienza viscerale. Con i suoi progetti di arte mediale, esposti in importanti istituzioni culturali, lo scienziato documenta, attraverso la pittura, come le macchine intelligenti plasmino la percezione del mondo da parte dell’uomo.
“Many of the past winners are personal academic heroes of mine, who inspired me to join the field of Computational Social Science over 15 years ago. It is, therefore, a great honor and a privilege for me to be awarded the Lagrange Prize alongside these amazing scientists. I also feel strongly that I am receiving this prize not only on my own, but also on behalf of all my amazing former and current students and other lab members. Doing interdisciplinary work requires a leap of faith by people from different disciplines to work together on hard questions, and I feel fortunate to help catalyze such teamwork” ha dichiarato il vincitore del Premio Lagrange – Fondazione CRT 2025, Iyad Rahwan.
“Le ricerche del prof. Rahwan si collocano al centro tra le scienze informatiche e le scienze sociali. I suoi lavori sono una testimonianza importante per comprendere la coevoluzione tra umani e IA, ovvero come nasce e si sviluppa un’influenza reciproca tra l’uomo e le macchine e come questa incide sulle scelte, sulle norme e sui valori che caratterizzano la nostra società contemporanea. Per Rahwan, le macchine dotate di IA sono organismi sociali. Non basta sapere come vengono costruite: bisogna studiarle attraverso le interazioni e gli effetti che generano nel mondo reale. Il prestigioso Premio Lagrange, assegnato al suo lavoro, è la testimonianza di quanto oggi sia importante considerare la tecnologia non solo un insieme di dati e algoritmi ma un sistema complesso che modella la nostra contemporaneità” ha dichiarato il Presidente di ISI Foundation, Alessandro Vespignani.
PREMIO LAGRANGE – FONDAZIONE CRT: L’ALBO D’ORO
2024 Marta C. González (ingegneria civile e ambientale, USA)
2023 Tina Eliassi-Rad (Informatica, USA)
2019 Iain D. Couzin (biologo, UK) e David Gruber (biologo ed esploratore, USA)
2018 César Hidalgo (fisico, Cile/USA)
2017 Danielle S. Bassett (fisica e neuroscienziata, USA)
2016 John Brownstein (epidemiologo, Canada)
2015 Panos Ipeirotis (informatico, Grecia) e Jure Leskovec (informatico, Slovenia)
2014 Mark Newman (fisico, UK)
2013 Duncan J. Watts (fisico e sociologo, Australia)
2012 Lada Adamic (studiosa di reti sociali, USA) e Xavier Gabaix (economista, Francia)
2011 Albert László Barabási (fisico, Ungheria/USA)
2010 James J. Collins (bioingegnere, USA)
2009 Giorgio Parisi (fisico, Italia)
2008 Yakov Grigorievich Sinai (matematico, Russia) e William Brian Arthur (economista, UK)
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Eventi
Strambinaria – Folle di Scienza: Strambino capitale della divulgazione scientifica
Dal 17 al 19 ottobre a Strambino torna protagonista la scienza con Strambinaria – Folle di Scienza che riunisce a Strambino la comunità delle divulgatrici e dei divulgatori della scienza per tre giorni di lavoro per costruire e immaginare il futuro prossimo della comunicazione della scienza e Strambinaria che il sabato sera e la domenica pomeriggio coinvolge il pubblico con spettacoli, conferenze e laboratori aperti a tutti.
Nel pomeriggio di domenica 19 ottobre, nell’ambito del Pums-Piano urbano per la mobilità sostenibile, la Città metropolitana, mette a disposizione un servizio di bus navetta gratuito con prenotazione obbligatoria in partenza da Torino Porta Susa (corso Bolzano stallo 12) alle ore 14, con rientro da Strambino (piazza Aldo Moro) alle 19,30 al termine degli eventi. È possibile prenotare la navetta online.
Strambinaria – Folle di Scienza è un progetto di Frame – Divagazioni scientifiche, promosso dal Comune di Strambino e patrocinato dalla Città metropolitana di Torino.
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