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Innovazione

Aytu colpisce ancora: Trump rivela una nuova arma contro il Covid19

Vi avevamo già anticipato le novità che sarebbero arrivate da questa piccola azienda Healthcare del Colorado: Aytu Bioscience non sarà solo impegnata a stringere partnership per la distribuzione di test sierologici, ma sta anche sperimentando un metodo innovativo per combattere il Covid19.

Il Presidente Donald Trump ha parlato di questa tecnologia in conferenza stampa

Qualche giorno fa, le parole di Donald Trump hanno scatenato non poche ilarità quando ha provato ad affrontare temi altamente scientifici. Le sue parole hanno sconvolto medici e ricercatori di tutto il mondo: quasi tutti hanno prestato molta attenzione alla frase sulle “iniezioni di disinfettanti” consigliate dal Presidente ai cittadini americani.

“Vedo che il disinfettante lo distrugge in un minuto. Un minuto. Non c’è un modo di fare qualcosa di simile, iniettandolo? Sarebbe interessante verificarlo”, ha detto Trump. “Entra nei polmoni, in un numero enorme di polmoni, quindi sarebbe interessante verificarlo”.

Una frase del genere pronunciata dall’uomo più potente del mondo è sicuramente pericolosa senza le giuste spiegazioni scientifiche, ma la parte più interessante della conferenza stampa è il momento in cui Trump ha letteralmente invitato gli americani  a “prendere il sole” suggerendo l’uso di raggi ultravioletti per contrastare il Coronavirus.

Trump ha fatto riferimento a uno studio secondo il quale il Covid-19 si indebolirebbe fortemente e più velocemente alla luce del sole e ad alte temperature: “Abbiamo notato un simile effetto sia con le alte temperature e sia con l’umidità”.

Aytu Bioscience lancia il trattamento Healight

Ad ottobre 2019, i ricercatori del Cedars-Sinai medical center hanno pubblicato una ricerca secondo cui i raggi UVA, non dannosi per l’organismo umano, siano in grado di eliminare virus e batteri. Sulla base di questa ricerca, Aytu Bioscience ha lanciato Healight, un concept per questo tipo di trattamento, specificando che in questo momento non sia ancora stato validato come anti Covid dalla FDA.

Nella conferenza stampa di giovedì scorso, Donald Trump faceva riferimento proprio alla ricerca in questione e, stando alle sue parole, parrebbe che la tecnologia sia già stata testata proprio per trattamenti anti-covid. Anche Foxnews ha parlato di questa vicenda: guarda il video.

Leggi anche: Un test veloce per il Covid19 distribuito da Aytu

Aytu Bioscience è destinata ad una crescita a 3 cifre percentuali

Aytu Bioscience si dimostra un player di mercato in grado di intercettare le esigenze del sistema sanitario in un momento così critico, investendo in tecnologie e prodotti per il trattamento e la prevenzione del Covid-19. Siamo certi che l’azienda registrerà una crescita percentuale a tre cifre sul mercato azionario nel corso del prossimo periodo, che rifletterà le sue grandi potenzialità di sviluppo.

 


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a Milano al Castello Sforzesco dal 14 al 16 giugno il Wired Next Fest

Torna a Milano al Castello Sforzesco il 14, 15 e 16 giugno il Wired Next Fest il più grande evento a partecipazione gratuita in Italia dedicato all’innovazione e alle tecnologie digitali. . (altro…)


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In Evidenza

Cultura e sostenibilità: l’impegno di UCCA per la transizione green

 

Se è vero che il cambiamento verso un futuro sostenibile necessita anzitutto di un cambiamento culturale, è anche vero che ad oggi non è più possibile pensare a un’offerta culturale che non tenga conto nella sua attuazione delle sfide della sostenibilità.  

Come può nel concreto il comparto culturale sostenere la transizione green e diventare attivatore di cambiamento? Un interrogativo aperto a cui UCCA – Unione dei Circoli Cinematografici Arci sta provando a dare una risposta concreta attraverso il progetto “Ambiente e cultura per il cambiamento: la transizione verso nuovi luoghi dell’audiovisivo” sostenuto dall’UE – Next Generation nell’ambito dell’avviso TOCC “Capacity building per gli operatori della cultura per gestire la transizione digitale e verde”. 

UCCA Aps è un’associazione nazionale di promozione della cultura cinematografica attiva dal 1967 e riconosciuta dal Ministero della Cultura e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che associa circa 180 cineclub in tutta Italia. Il prototipo di circolo UCCA ha ben poco a che spartire con la classica sala cinematografica: è uno spazio informale, spesso accuratamente arredato con materiali di risulta, pensato per e adibito a ospitare eventi culturali ad ampio spettro e interdisciplinari, che coniugano il cinema con live-act, performance, dj-set, reading, in un flusso ininterrotto di suggestioni rivolte a stimolare e soddisfare qualsiasi curiosità intellettuale.

“Ambiente e cultura per il cambiamento: la transizione verso nuovi luoghi dell’audiovisivo” rappresenta un percorso di crescita collettivo della rete, reso possibile dall’utilizzo di metodologie e pratiche partecipative, quali focus group e world cafè, che porterà alla realizzazione di una proposta condivisa di linee guida e buone pratiche per i circoli del cinema che intendono affrontare la transizione verde.

Ne abbiamo parlato con gli ideatori del progetto.

 

Da quali esigenze e riflessioni nasce il progetto “Ambiente e cultura per il cambiamento: la transizione verso nuovi luoghi dell’audiovisivo”?

Il progetto nasce dalla riflessione in corso negli anni recenti sulle trasformazioni che hanno investito la fruizione cinematografica (la crisi delle sale, l’aumento del consumo individuale di audiovisivi etc) e di conseguenza le trasformazioni che hanno affrontato e stanno affrontando alcuni dei nostri circoli, anche con strategie diverse fra loro. Accanto a ciò, il tema politicamente che ha raggiunto i primi posti in agenda è la crisi climatica, su cui si sono attivate le ultime generazioni di attivisti – tema che non possiamo ignorare. 

Le nostre basi operano principalmente in degli spazi (che fanno spostare le persone, consumano energia, producono rifiuti) il cinema è fatto essenzialmente di proiezioni (che consumano energia): non vogliamo rinunciare né ai nostri spazi né alle nostre proiezioni per essere a impatto zero, ma vogliamo individuare, insieme ai nostri operatori/trici e a degli esperti che ci stanno accompagnando, le modalità per mantenere le nostre attività e ridurre il nostro impatto. 

Con che modalità coinvolgete i circoli cinematografici? Quali sono i loro feedback finora?

Ai circoli e ai dirigenti si chiede non solo di partecipare e iscriversi ma di portare le proprie esperienze, anche icasticamente condividendo durante gli incontri del progetto dei materiali pubblicitari e tutto ciò che può rappresentare le azioni svolte, sia dentro che fuori l’ambito della transizione ecologica. Ogni spunto, spesso sottovalutato o non visto nell’ottica del progetto, può essere invece utile per provare a generare un’azione di intelligenza collettiva che trova gli opportuni suggerimenti che ci portano a ragionare nell’ottica della transizione verde partendo da ciò che già si è. I feedback dalle operatrici e dagli operatori coinvolti sono molto lusinghieri tanto è vero che laddove possibile e previsto alcune persone stanno scegliendo di seguire più appuntamenti. In particolare viene apprezzata la dimensione di rete del progetto e la tematica sulla quale si concentra che è già al centro del dibattito e della riflessione delle nostre basi associative.

Quali sono i principali vantaggi che i circoli cinematografici possono ottenere attraverso la partecipazione al progetto?

I vantaggi sono di due tipi. Vi sono vantaggi diretti rispetto alla tematica affrontata, ovvero quella della transizione ecologica, rispetto alla quale le operatrici e gli operatori coinvolti sentivano e percepivano diverse esigenze. Il bisogno di essere formati e informati, la necessità di provare a sperimentare e a ricercare insieme delle soluzioni comuni e condivise che diverranno poi patrimonio di tutta la rete Ucca. In maniera indiretta questi incontri rafforzano poi la coesione e quel meccanismo di scambio e conoscenza tra le basi della rete Ucca e tra operatori e operatrici e vengono visti anche come la possibilità, specie per quei territori più “marginali”, che non a caso sono stati al centro della strategia e del piano operativo degli incontri, di poter essere al centro di un grande dibattito e di una grande riflessione che è politica e organizzativa insieme.

Quali sono i prossimi appuntamenti?

I prossimi appuntamenti del progetto ci vedranno impegnate e impegnati nell’individuazione di strategie, interne ed esterne, organizzative e di tipo comunicativo che ci permettano di far compiere alle nostre basi dei passi avanti decisivi verso la graduale transizione verde delle nostre pratiche e dei nostri spazi. In particolare il 29 marzo a livello nazionale saremo collegate in un world cafe online, mentre il 7 aprile saremo ad Agrigento per un focus group sempre sui temi del progetto. Ancora il 20 aprile un altro appuntamento nazionale online e nel mese di maggio chiuderemo il cerchio andando finalmente a scrivere il nostro “manifesto green” il quale sarà il frutto di tutte le riflessioni e gli spunti raccolti durante gli incontri di questi mesi. Non prima di aver attraversato le città di Bari, Napoli, Carbonia e Ferrara.

 

 


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Idrogeno

Coradia Stream il primo treno a Idrogeno inizia le sue sperimentazioni

Il primo treno Coradia Stream alimentato ad idrogeno ha lasciato lo stabilimento Alstom di Savigliano per raggiungere quello di Salzgitter, in Germania, ed essere sottoposto ai primi test statici con l’idrogeno e test dinamici a bassa velocità.

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