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La nuova rivoluzione del digitale terrestre a partire dal 2021: le tempistiche dei nuovi switch-off

Dopo che  il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato la roadmap relativa alla cessione della banda a 700 MHz dello spettro elettromagnetico dalle emittenti televisive alla telefonia 5G sta per iniziare una nuova rivoluzione nel digitale terrestre che si realizzerà entro il 2021 con due nuovi switch-off.

L’Italia è stata divisa in 4 macroaree in cui gli spostamenti di frequenze della banda 700 Mhz avverranno in tempi successivi. Le aree 2 e 3 comprendenti tutto il nord italia e l’Emilia Romagna  vivranno gli spostamenti delle frequenze  dal 1 settembre al 31 dicembre 2021.
Nel mesi successivi entro e non oltre il 20 giugno 2022, ci saranno gli spostamenti di frequenze nel resto d’Italia.

A seguire e in parallelo il 1 settembre 2021 ci sarà il grande passaggio di tutto il territorio nazionale e per tutte le emittenti nazionali alle trasmissioni in MPEG4  (per essere precisi AVC) in tecnica DVB-T.

In quella data chi dispone televisori o decoder non compatibili con le trasmissioni in alta definizione non vedrà più alcun canale nazionale sul digitale terrestre. Si tratterà di un vero e proprio switch-off. Secondo una ricerca che il MISE ha commissionato alla Fondazione Ugo Bordoni nell’autunno 2011 un passaggio a MPEG4 avrà impatto zero per i consumatori.

Ma non è finita perchè tra il 21 e il 30 giugno 2022, ci sarà un nuovo passaggio allo standard di trasmissione DVB-T2 con codifica HEVC necessario per garantire alle emittenti la capacità trasmissiva, nonostante la diminuzione delle frequenze disponibili. Molto probabilmente il passaggio al DVB-T2 HEVC per il giugno 2022 sarà fatta slittare più avanti per evitare un potenziale pandemonio nei consumatori dato che le emittenti commerciali non possono permettersi un secondo switch off  che comporterebbe certamente la perdita di potenziali telespettatori.


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