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Torino capitale del design a impatto sociale: Hackability entra ufficialmente nell’ADI Design Index 2019

Hackability entra ufficialmente nell’ADI Design Index 2019, la pubblicazione annuale dell’Associazione per il Disegno Industriale ADI che raccoglie il miglior design italiano: ieri, lunedì 14 ottobre, a Milano, nell’Auditorium del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, si è svolta la presentazione del nuovo volume.

L’osservatorio permanente del Design ADI ha riconosciuto come meritevole il metodo elaborato dalla non-profit nata a Torino nel 2016 per far incontrare le competenze di designer, maker, artigiani, con i bisogni (e l’inventiva) delle persone con disabilità: attraverso lo sviluppo di comunità aperte, tramite la co-progettazione e la fabbricazione digitale, nascono soluzioni nuove e personalizzate per l’autonomia e la cura. Si tratta di una delle primissime volte in cui il gotha del design italiano seleziona non un prodotto ma una metodologia.

Tra le motivazioni, la capacità di Hackability di produrre e misurare l’impatto sociale e la grande adattabilità, che permette al sodalizio di spaziare dalle collaborazioni con grandi aziende come Barilla e Juventus, al lavoro nelle periferie di Torino e Milano e non solo: il metodo innovativo ideato sotto la Mole può essere esportato e applicato all’estero, come già succede a Parigi con Harrys e Wasa e a Shangay con la New York University.

“Siamo nati ragionando moltissimo su come fare le cose, più che su cosa fare – spiega il coordinatore di Hackability Carlo Boccazzi Varotto: In questi anni abbiamo sperimentato e affinato un sistema basato sulla valutazione di impatto e sulla co-progettazione. Il nostro obiettivo, mettere al centro i bisogni reali delle persone, anche grazie esempio di Hackability, sta diventando patrimonio comune in tanti ambiti dalla progettazione. Un ponte tra design, tecnologia e innovazione sociale”.

Ma quest’autunno il riconoscimento ad Hackability è a tutto tondo. Altri due format elaborati dalla no profit saranno infatti premiati con una menzione nell’ambito dell’iniziativa Make to Care promossa da Sanofi Genzyme nell’ambito della Maker Faire Rome – European Edition 2019: si tratta di Hackability4Polito, progetto didattico che da quattro anni consente agli studenti del corso di Tecnologie per la Disabilità del Politecnico di Torino, in alternativa al tradizionale esame, di coprogettare oggetti insieme a persone con disabilità; e del progetto di community engagement che ha permesso di dare vita a laboratori permanente di co-progettazione a Milano con il Luiss Hub for makers and students e a Parma e Cuneo con i rispettivi Fablab. Ottimi biglietti da visita per le prossime iniziative.


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