Lavoro
Una 4 giorni di eventi a Torino dedicata al mondo del lavoro: al via gli Stati Generali Mondo del Lavoro
Istituzioni, multinazionali e PMI, imprenditori, manager, parti sociali: tutti i principali attori del mondo del lavoro si ritrovano dal 25 al 28 settembre nel capoluogo sabaudo per confrontarsi, condividere prospettive e soluzioni concrete. Parte una 4 giorni di eventi a Torino dedicata al mondo del lavoro.
Si tratta degli Stati Generali Mondo del Lavoro con 11 location, 33 eventi, 90 speaker per migliorare il mondo del lavoro e per renderlo innovativo e sostenibile, bisogna coniugare tradizione e innovazione.
Un numero di cambiamenti relativamente piccoli nell’ambiente che ci circonda può avere un effetto straordinario sul modo in cui ci comportiamo e su ciò che siamo.
Il fondamento delle epidemie di successo è la salda convinzione che il cambiamento sia possibile, che le persone possano trasformare radicalmente il loro comportamento o le loro convinzioni se esposte allo stimolo adatto. Qual è la prima condizione perché ciò avvenga? La concentrazione di risorse in poche aree chiave.
Innovazione, sviluppo e sostenibilità sono i tre punti cardine di una manifestazione che abbraccia diverse tematiche sempre più centrali per aziende e lavoratori: sostenibilità, labour innovation, welfare, le ricadute occupazionali dei grandi eventi, etica e felicità sul luogo di lavoro, il concetto di come la diversità sia un elemento di forza in azienda, un intero programma dedicato all’universo femminile, un Job Meeting con oltre 60 aziende coinvolte, un focus sulle start-up che stanno portando innovazione nella gestione delle risorse umane e molto altro ancora.
Al Museo del Risorgimento (giovedì 26 settembre) si affronterà il tema del Welfare in tutte le sue sfaccettature, e nel pomeriggio ad un confronto sulla Labour Innovation in cui parteciperanno Carlo Cottarelli, Claudio Durigon, Francesco Rotondi e responsabili HR di straordinarie realtà come Lamborghini, Mondadori, Crédit Agricole, Bosch e Pininfarina.
Gli impatti dell’innovazione tecnologica coinvolgono tutti gli aspetti di mondo del lavoro: dalla trasformazione spazio-temporale della prestazione lavorativa all’esigenza di ridefinire concetti tradizionali come il lavoro subordinato e autonomo, alla valutazione della performance del lavoro come elemento sempre più emergente fino alle relazioni tra imprese e sindacati e ai nuovi paradigmi della contrattazione. All’emergere, poi, di nuove istanze come la privacy e il concetto di benessere quale driver guida delle moderne organizzazioni del lavoro. Da ultimo da non sottovalutare la tentazione di alcuni di tornare a vecchi schemi per gestire il futuro. Su tutti questi temi decisivi la quattro giorni degli Stati Generali del Mondo del lavoro vedrà la città di Torino come città laboratorio del futuro del lavoro».
Sono tre gli eventi all’interno del programma che richiamano il leitmotiv della manifestazione. Al Centro Congressi dell’Unione Industriale di Torino. Venerdì 27 settembre l’appuntamento più atteso: “I cambiamenti nel mondo del lavoro: sviluppi e opportunità”. Moderati dal direttore di Economy Sergio Luciano, affronteranno l’argomento da diverse angolazioni il Generale Salvatore Farina Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, il Rettore Magnifico Politecnico di Torino Guido Saracco, l’Assessora al Lavoro Regione Piemonte Elena Chiorino, il presidente Unione Industriale di Torino Dario Gallina, il direttore Area Lavoro Confindustria Pierangelo Albini, l’Amministratore Delegato di Manpower Riccardo Barberis, il Founder di LabLaw Francesco Rotondi e l’Executive Vice President & COO Radisson Hotels Chema Basterrechea.
La svolta della Sostenibilità e il ruolo della Social Innovation: people, impact & growth” sarà invece il tema dell’incontro in Nuvola Lavazza (sabato 28 settembre), dove interverranno Giuseppe Bergesio (AD di Iren Energia), Carlo Boccazzi (AD di Hackability), Giulia Ripa di Meana (City Manager Turin Share Now), Mario Calderini (Professore Politecnico di Milano e tra i promotori di Torino Social Impact), Giovanni Radis (presidente Reseau Entreprendre Piemonte), Alberto Cappato (direttore Generale Porto Antico di Genova), Fabio Isaia (CEO di TopCon Agricolture), Virginia Antonini (responsabile Sostenibilità Reale Mutua), Andrea Gulisano (AD di Wave for Energy) ed Erika Perez, direttore generale di Exar.
Torino non poteva essere sede più idonea per una giornata dedicata ad un’ampia analisi di quanto ruota attorno ai grandi eventi. Giovedì 26 settembre al Museo dell’Automobile verrà affrontato il tema “Turismo, sport e cultura: gli effetti dei grandi eventi sull’economia e sulla ricaduta occupazionale”, con un focus sulle Atp Finals che la città di Torino si è aggiudicata per un quinquennio dal 2021 al 2025. Saranno presenti Paolo Bellino (AD di RCS Sport), Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Paolo Damilano (presidente Film Commission Torino Piemonte), Daniela Broglio (direttore Turismo Torino), Damiano Cortese (docente Economia Aziendale UNITO), Stefano Pacchioli (AD di Dorna Italia), Alberto Cappato (direttore Generale Porto Antico e Fiera di Genova), Guido Cerrato (CamCom di Torino) e Alessandro Comoletti (Federalberghi).
Il Palazzetto dello Sport Ruffini ospiterà tre importanti appuntamenti. Il “Job Meeting” (mercoledì 25/9) con oltre tremila ragazzi e ragazze attesi e oltre 60 aziende presenti in cerca dei talenti di domani; “HR Tech” (giovedì 26/9), vale a dire una community di start-up e aziende consolidate che presenteranno soluzioni innovative in ambito human resources; e il “Diversity Day” (27/9), non solo un evento di incontro e matching tra domanda e offerta bensì un progetto integrato al servizio di aziende, candidati, università, istituti scolastici e istituzioni, con un pomeriggio ricco di speech ispirazionali, con il supporto della Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici e la Consulta per le persone in difficoltà, sul potere della diversità che significa soprattutto l’accettazione della diversità di ogni ordine e grado.
Gli Stati Generali hanno promosso anche il primo festival sul cortometraggio dedicato al mondo del lavoro, coinvolgendo oltre 2000 videomaker, costruendo di fatto un ideale ponte tematico verso Torino Capitale del Cinema 2020. I cinque video finalisti saranno proiettati nella suggestiva Sala del Tempio del Museo del Cinema e i vincitori saranno premiati durante la Cena di Gala al Palazzo della Luce (26 settembre).
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, grazie alla collaborazione di donne artiste, atlete e manager, simbolo di talento al femminile, sarà invece teatro di tre giorni (dal 26 al 28 settembre) sul mondo femminile. Con il supporto di Lidia Carew, ballerina e attrice, e della sua associazione Lidia Dice… si alterneranno, tra le altre, autentiche fuoriclasse nei rispettivi settori come Fiona May, Valentina Marchei, Nausicaa Dell’Orto, Vanessa Villa, Francesca Vecchioni. Tutte donne d’ispirazione per le protagoniste del progetto #ISEEYOU, che vengono così spronate a lavorare su sé stesse e a edificare un’autodifesa che parta dall’autostima e dal riconoscimento del proprio valore oltre che delle proprie capacità.
Nei pomeriggi invece spazio a LeadHer (giovedì 26 con l’evento “Parità diversa: empowerment, cambiamento ed evoluzione aziendale”, Re Rebaudengo), WINS – Word International School of Torino (venerdì 27 con Woman in Charge – WINS / Valori, professioni, relocation e famiglia e Winning Women Institute (sabato 28 conGender Equality Certification).
Al Palaruffini mercoledì 25 settembre alle ore 10.30 ci sarà anche l’associazione STEM BY WOMEN con l’evento Benvenuti nel mondo STEM: a fronte dei mega trends, degli scenari economici, sociali e delle grandi trasformazioni che influenzano il mercato del lavoro, il workshop vorrà rispondere a tre domande specifiche, utili sia per le studentesse che per le aziende che approcciano il mondo STEM: che cosa è il mondo STEM, chi sono le donne STEM e come il contributo il loro contributo al lavoro sia in grado di generare valore STEM by Women è un’Associazione no profit di imprese e di persone nata per promuovere la partecipazione femminile alle professioni STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics), realizzare azioni positive volte a favorire la trasformazione culturale nel sistema aziendale e di Paese e promuovere Politiche di inclusione e partecipazione come strumento per aumentare la competitività del Paese.
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Corporate Social Responsibility
Innovazione, cooperazione e rigenerazione: così evolve la Responsabilità Sociale d’Impresa
Energia pulita e condivisa che nasce dai tetti delle case popolari, ortofrutteti solidali che coltivano l’inclusione, ecosistemi rigenerati che rendono i territori più resilienti. Azioni concrete che si rivelano tasselli di un modello di Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) che si sta facendo strada in Italia, basato su collaborazioni strategiche capaci di generare valore condiviso. Una fotografia che si basa sui risultati delle tre campagne nazionali di CSR promosse da Legambiente e AzzeroCO2 – EnergyPOP, Ortofrutteto Solidale Diffuso e Mosaico Verde – che in sette anni, grazie al sostegno di oltre 60 aziende e 200 partner tra enti locali e associazioni, hanno realizzato complessivamente 293 progetti, dimostrando come la Responsabilità Sociale d’Impresa possa contribuire al miglioramento del benessere collettivo e alla tutela del patrimonio naturale.
È quanto emerso dal convegno “Connessioni sostenibili. Affrontare le sfide ambientali e sociali: dal contesto all’azione”, che si è tenuto mercoledì 13 maggio, a Milano presso il Talent Garden, dal quale si delinea una chiara evoluzione: la sfida si è ormai spostata dal “se investire” al “come farlo” in modo efficace e con effetti duraturi.
È nella convergenza di tre pilastri, fondamentali per le strategie ESG, che prende forma questo paradigma di Responsabilità Sociale d’Impresa: innovazione, rigenerazione e cooperazione. Elementi che qualificano e rafforzano l’azione di CSR, traducendola in interventi coerenti con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e capaci di promuovere progresso e crescita inclusiva.
Innovazione: la tecnologia al servizio della transizione energetica
Il primo pilastro è l’innovazione, intesa soprattutto come capacità di ripensare strumenti consolidati per rispondere alle emergenze socio-ambientali del nostro tempo. Un’innovazione che promuove una sostenibilità sistemica con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno.
È proprio nell’affrontare sfide complesse come la povertà energetica che questa strategia rivela tutta la sua efficacia. A delineare con precisione i contorni di questa emergenza è stata, nel corso dell’incontro, Paola Valbonesi, Presidente dell’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE). Durante il suo intervento, ha illustrato come nel 2024 la povertà energetica abbia raggiunto il picco storico del 9,1%, coinvolgendo 2,4 milioni di famiglie. Di queste, 1,3 milioni si trovano in una condizione di spesa energetica eccessiva rispetto al reddito, mentre ben 1,1 milioni vivono in una condizione di “povertà energetica nascosta” ovvero sono costrette a rinunciare al riscaldamento per contenere i costi. Un dato particolarmente allarmante riguarda l’impatto sui più giovani: sono oltre 1 milione i minori esposti a questa forma di vulnerabilità.
In risposta a questo scenario, i cui dati sono fondamentali per orientare le politiche di welfare e sviluppare interventi mirati, la campagna EnergyPOP impiega il fotovoltaico come un mezzo per ridurre le disuguaglianze. Ad oggi sono stati installati oltre 70 kW di potenza fotovoltaica su quattro edifici di edilizia residenziale pubblica a Firenze, Empoli, Catania e Santarcangelo di Romagna (RN), oltre che sul tetto di uno degli edifici della Cooperativa Sociale Agricoltura Capodarco a Grottaferrata (RM), portando energia pulita e accessibile a 154 nuclei familiari e 17 lavoratrici e lavoratori della cooperativa sociale. L’impatto è duplice: da un lato si agisce per rispondere a un bisogno primario di accesso all’energia; dall’altro, si contribuisce alla transizione energetica, evitando l’emissione di oltre 28.450 kg di CO2 all’anno, grazie alla produzione di energia pulita.
L’essenza dell’innovazione si sposta quindi dall’oggetto alla sua funzione, facendo del pannello fotovoltaico uno strumento di equità sociale.
Rigenerazione: andare oltre la conservazione per ricostruire gli ecosistemi dalla terra al mare
Il secondo pilastro, la rigenerazione, si fonda sulla necessità di rispondere ai rischi climatici, la cui gravità è stata illustrata durante il convegno da Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana. Nel suo intervento, ha spiegato come il mancato rispetto dell’Accordo di Parigi possa condurre a un aumento termico globale fino a 5 gradi entro la fine del secolo, con una conseguente intensificazione di siccità, eventi estremi e innalzamento del livello del mare. L’analisi descrive un’umanità che, nell’era dell’Antropocene, sta superando i limiti planetari, mettendo a rischio la sopravvivenza delle generazioni future. La possibilità di ridurre i danni però esiste, ma richiede un impegno collettivo.
La rigenerazione attiva, ovvero interventi mirati a ricostruire la funzionalità, la ricchezza e la capacità di adattamento del capitale naturale, assume quindi un ruolo centrale per fronteggiare queste sfide. A tradurre in pratica questo principio è la campagna Mosaico Verde che con oltre 341.000 piante messe a dimora, 336 ettari di territorio rigenerato e 243 progetti realizzati in 19 regioni, si afferma come la più grande iniziativa nazionale per la rigenerazione ambientale e il ripristino degli ecosistemi. Un’azione capillare il cui beneficio economico e sociale è stimato in oltre 1,7 milioni di euro per ogni anno di vita degli impianti arborei e arbustivi messi a dimora.
Mosaico Verde è un progetto di rigenerazione ambientale che si applica a sistemi ecologici diversificati. Si spazia dalla messa a dimora di alberi in aree verdi urbane e boschive, a interventi a tutela di specie vegetali e animali a rischio, come nel progetto di salvaguardia dell’orso bruno marsicano nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. L’impegno si estende anche alla protezione degli habitat marini, con interventi che hanno permesso di recuperare oltre 5 quintali di reti fantasma a Santo Stefano al Mare (IM) e Polignano a Mare (BA), e con l’iniziativa per il ripristino della posidonia oceanica all’Isola del Giglio.
Ogni azione è un tassello per riattivare la funzionalità dei differenti ecosistemi dalla terra al mare, traducendo l’impegno locale in un concreto vantaggio per la resilienza nazionale.
Cooperazione: alleanze che generano opportunità condivise
Il terzo pilastro, la cooperazione, nasce dalla consapevolezza che la creazione di valore condiviso richieda la capacità di mettere in comune competenze, risorse e responsabilità. La CSR si configura così come uno spazio di raccordo tra aziende, enti locali e terzo settore, capace di superare la frammentazione e favorire percorsi partecipati che rafforzano progettualità già attive nei territori, creando le condizioni perché possano crescere, consolidarsi e accedere a nuove opportunità.
È da questa idea di cooperazione strutturata che si sviluppa la campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso che, grazie al sostegno delle aziende partner e alla collaborazione con oltre 35 cooperative sociali, ha portato alla realizzazione di 59 ortofrutteti e alla messa a dimora di 4.960 piante. In tutti i progetti la tutela della biodiversità e la creazione di fonti di reddito alternative diventano il mezzo per sostenere l’inclusione sociale e lavorativa di donne e uomini in condizioni di svantaggio che vengono coinvolti in percorsi di formazione e reinserimento, pensati per restituire loro autonomia e fiducia. Tra questi, i detenuti del carcere di Sollicciano (FI), le detenute della Casa Circondariale di Genova Pontedecimo e le persone accolte dalla Coop. Sociale La Nuova Arca e dalla Cooperativa Terra Felix di Caserta, impegnata quest’ultima in progetti di agricoltura sociale su terreni confiscati alla criminalità organizzata.
È il concetto di ecologia integrale (concetto cardine dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco) che si fa azione, segnando la fine della separazione tra interventi sociali e ambientali. I progetti più efficaci sono infatti quelli che danno luogo a un “doppio impatto”, tutelando la natura e favorendo al contempo l’inclusione di persone fragili. La cooperazione assume così una duplice dimensione: da un lato, mette in relazione imprese, enti locali e terzo settore; dall’altro, integra finalità ambientali e sociali all’interno di una visione comune. In questo modo, la Responsabilità Sociale d’Impresa supera la logica della somma di singoli progetti e si afferma come modello integrato di intervento, capace di amplificare l’efficacia delle iniziative e generare benefici concreti e diffusi per le comunità.
«Analizzando l’evoluzione dei progetti che in questi anni abbiamo realizzato, emerge come la CSR sia cambiata nel tempo: da iniziative una tantum a un sistema di ‘welfare generativo’, in cui l’obiettivo non è più semplicemente ‘restituire’ qualcosa alla comunità, ma ‘co-investire’ nel suo futuro per rafforzare il tessuto sociale e rigenerare il capitale naturale» spiega Sandro Scollato, Amministratore delegato di AzzeroCO2 . «Parallelamente, l’investimento in CSR è diventato uno strumento chiave di coinvolgimento. Il volontariato aziendale, in particolare, rafforza l’engagement perché crea un legame diretto tra dipendenti, impresa e territorio, generando un impatto più profondo e strutturato. Quando le persone si sentono parte attiva del processo, infatti, sostengono con più forza le soluzioni adottate e contribuiscono a creare una cultura diffusa di solidarietà e tutela ambientale».
E il futuro della CSR? Per provare a rispondere a questa domanda, in occasione del convegno si sono tenuti i “Greendates”: tavoli di lavoro pensati per favorire il confronto e creare sinergie operative tra le 25 aziende partecipanti. Un’opportunità concreta per condividere best practice replicabili, immaginare progetti comuni e dare avvio a nuove partnership. Dal confronto è emerso che il 68% delle imprese presenti ha investito in progetti di CSR da almeno 5 anni. Tra gli strumenti e le pratiche già adottate figurano bilanci di sostenibilità, certificazioni e politiche di diversity & inclusion. Si evidenzia anche un quadro chiaro delle priorità future: per l’87% delle aziende gli ambiti di investimento prioritario saranno l’ambiente, l’inclusione sociale e il welfare aziendale.
«Il volto della Responsabilità Sociale d’Impresa sta cambiando, e le campagne che portiamo avanti con AzzeroCO2 ne sono la prova concreta. Le direttrici di innovazione, rigenerazione e cooperazione che le guidano rappresentano la strada maestra per accelerare la transizione ecologica del nostro Paese. Abbiamo infatti compreso sul campo che le due giustizie, ambientale e sociale, sono inscindibili. Per questo, il nostro agire punta a investire sulla resilienza complessiva, riconoscendo nella salute degli ecosistemi e nella coesione delle comunità le fondamenta del nostro futuro» ha dichiarato Stefano Ciafani, Presidente di Legambiente.
«Il nostro ruolo non è portare soluzioni calate dall’alto – ha concluso Barbara Meggetto, Presidente di Legambiente Lombardia – ma essere alleati dei territori. Questo significa affiancarli e costruire insieme risposte concrete che nascono dall’ascolto e sono modellate sulle esigenze specifiche di ogni contesto. È proprio questa vicinanza la chiave dell’efficacia di ogni progetto, perché garantisce che l’impatto generato metta radici profonde, agendo sulle cause e non solo sui sintomi, diventando così un vero atto di cura e di sviluppo».
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Cittadini
Italia in chiave di genere: a Lecce la terza tappa del format nazionale sulla cultura del lavoro femminile
Dopo gli appuntamenti di Milano e Matera, arriva a Lecce la terza tappa di “Italia in chiave di genere”, il format nazionale di informazione, formazione e promozione della cultura del lavoro che valorizza l’occupazione femminile come risorsa strategica per lo sviluppo del Paese. (altro…)
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Lavoro
Aumentano i lavoratori dipendenti in Italia
In Italia cresce il numero complessivo di lavoratori, arrivando a toccare quota complessiva 26.618.000 (+1,2%). È quanto emerge dall’ultimo Osservatorio statistico sui lavoratori dipendenti e indipendenti pubblicato a fine 2024 dall’INPS, con riferimento al 2023.
In particolare, analizzando il report è possibile notare come uno degli aumenti più significativi è quello che riguarda i dipendenti da aziende private (+2,7%) e i dipendenti pubblici (+2,4%).
Ma quali sono, al giorno d’oggi, i principali benefici per questa particolare categoria di lavoratori, nel nostro Paese?
Tutele previdenziali e assistenziali
I lavoratori dipendenti sono coperti da una serie di tutele previdenziali e assicurative obbligatorie, come il versamento dei contributi INPS, l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), la malattia retribuita e la maternità. Questi elementi garantiscono una protezione anche nei momenti di difficoltà, offrendo una rete di sicurezza che spesso manca ai lavoratori autonomi.
Inoltre, al termine della carriera lavorativa, i dipendenti possono contare su una pensione contributiva proporzionale agli anni lavorati e ai contributi versati, una garanzia fondamentale per il futuro.
Accesso facilitato al credito e a finanziamenti dedicati
Una delle opportunità più interessanti connesse al lavoro dipendente è la possibilità di ottenere prestiti personali dedicati, grazie alla garanzia dello stipendio fisso. In particolare, chi ha un contratto a tempo indeterminato può accedere a forme di credito come la cessione del quinto dello stipendio, un finanziamento che prevede la trattenuta della rata direttamente in busta paga, fino a un massimo del 20% del netto mensile.
Questa modalità offre numerosi benefici:
Nessun garante richiesto;
Tassi d’interesse spesso più bassi;
Durata flessibile, fino a 10 anni;
Accessibilità anche in presenza di altri finanziamenti in corso.
Grazie a portali specializzati come Facile.it, al giorno d’oggi è possibile effettuare una simulazione della cessione del quinto direttamente online, così da valutare preventivamente la fattibilità del finanziamento e individuare il prodotto creditizio più indicato per la propria situazione finanziaria e il proprio profilo lavorativo.
Benefit aziendali e welfare integrativo
Molte aziende offrono ai propri dipendenti una serie di benefit aggiuntivi che contribuiscono ad aumentare il valore reale della retribuzione. Tra i più diffusi messi a disposizione dai datori di lavoro troviamo:
Buoni pasto;
Rimborso spese per trasporto pubblico;
Convenzioni con palestre, centri medici o assicurazioni;
Assicurazioni sanitarie integrative;
Formazione professionale gratuita.
Inoltre, grazie alla normativa sul welfare aziendale, le imprese possono destinare parte del premio di risultato a servizi e benefit non monetari, spesso esentasse, che vanno a migliorare la qualità della vita del lavoratore e della sua famiglia.
Diritto a ferie, permessi e congedi
Un altro aspetto importante riguarda i diritti legati al tempo libero e alla gestione della vita privata.
Il contratto da dipendente prevede il diritto a un numero minimo di giorni di ferie retribuite ogni anno, oltre alla possibilità di richiedere permessi orari o giornalieri per esigenze personali, visite mediche, motivi familiari e altro ancora.
Inoltre, i dipendenti possono usufruire di congedi parentali, di paternità e maternità, e in molti casi di permessi retribuiti in occasione di eventi particolari, come matrimoni o lutti familiari.
Crescita professionale e stabilità contrattuale
Infine, il lavoro dipendente può rappresentare un’opportunità di crescita professionale. In molte aziende strutturate, sono previsti percorsi di carriera, formazione continua e possibilità di avanzamento. Avere un contratto stabile significa anche poter costruire una storia lavorativa coerente, che favorisce in futuro nuove opportunità professionali o l’accesso a servizi finanziari, come mutui o finanziamenti importanti.
In un’epoca in cui la flessibilità del lavoro può significare anche incertezza, il contratto da dipendente rimane una risorsa preziosa, soprattutto per pianificare il futuro in modo solido e consapevole.
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