La Morte si fa Social ovvero il rapporto fra la Rete e la morte

Secondo uno studio dell’Università di Oxford, entro cinquant’anni i profili degli utenti di Facebook deceduti potrebbero superare quelli dei vivi. Se anche Facebook si congelasse nella situazione attuale  già dal 2070, sarebbe popolato più da morti che da vivi. Se invece continuasse a espandersi ai ritmi attuali, il numero di iscritti deceduti arriverebbe a 4,9 miliardi prima di fine secolo.

In particolare ad oggi sono già 50 milioni gli utenti facebook morti eogni giorni ne muoiono 33 mila

Sul tema Davide Sisto,  professore di filosofia teoretica dell’Università di Torino ha scritto un libro dal titolo La morte si fa social che sostiene che

La morte non esiste più. Allo stesso tempo, però, viviamo costantemente circondati dai morti. Relegata lontano dalla nostra quotidianità, medicalizzata, espunta dalle nostre vite, l’esperienza del morire vive oggi una situazione paradossale, quando le immagini e le parole dei cari estinti tornano e irrompono all’improvviso dagli schermi dei nostri telefoni. Moriamo, ma continuiamo a esistere nella presenza ineliminabile della nostra passata vita online.
Social network, chat, siti web costituiscono insieme, ad oggi, il più grande cimitero del mondo. Il territorio esplorato dalla fantascienza, dalla fiction e, recentemente, da una delle serie più perturbanti che mette al centro della sua riflessione il rapporto tra uomo e tecnologia, Black Mirror, sembra superato dalle nuove intelligenze artificiali. Sono già disponibili bot con cui dialogare e capaci di interpretare i nostri stati d’animo per poi sostituirsi a noi quando saremo trapassati, e continuare a parlare con i nostri cari; il profilo Facebook che consultiamo compulsivamente più volte al giorno, quando mancheremo, diventerà una vera e propria lapide virtuale, e i nostri amici potranno continuare a farci gli auguri ogni anno nell’aldilà.
E ancora, il web è diventata la più grande piazza pubblica per celebrare il ricordo o condividere anche l’esperienza privata del lutto. Insieme piangiamo i nostri cari, insieme ricordiamo i nostri beniamini. Insieme, in un futuro prossimo, vivremo una seconda vita nella realtà virtuale.

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