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Startup

Eolo cede il suo 75% agli svizzeri di Partners Group

Il fondo elvetico Partners Group ha acquisito il 75 per cento del capitale di Eolo, la società di Busto Arsizio specializzata nella fornitura di connettività tramite tecnologia fixed wireless (Fwa). Partners Group rileverà le proprie quote di Eolo dal fondo Searchlight Capital Partners, che deteneva il 49 per cento della società, mentre la parte restante sarà ceduta direttamente dal fondatore Luca Spada, al quale resterà il 25 per cento del capitale. Nell’accordo, sono previsti investimenti aggiuntivi per 850 milioni entro il 2021.

Eolo gestisce una rete di oltre 3.400 ripetitori radio BTS che portano la connessione internet wireless dalla rete agli utenti finali, e 13.000 chilometri di dorsali in fibra ottica, raggiungendo circa l’80% delle famiglie italiane.
Attualmente l’azienda offre servizi di connessione a oltre 600 mila utenti per il mercato residenziale e delle imprese, la maggior parte dei quali è situata nelle aree a scarsa densità di popolazione.

“Nell’ottica di continuare ad avere un impatto positivo per il Sistema Paese puntando sull’inclusività della digitalizzazione e sul diritto ad una connessione per tutti, Eolo ad aprile 2021 ha modificato il proprio status giuridico in Società Benefit, che stabilisce da statuto obiettivi di sostenibilità concreti e misurabili”. “grazie alla collaborazione di Partners Group, Eolo potrà proseguire nel piano di rafforzamento della propria posizione competitiva che prevede investimenti per 850 milioni di euro entro il 2025 secondo tre direttrici principali: la densificazione e il rafforzamento della propria copertura basata su una banda ad onde millimetriche; lo sviluppo delle opportunità wholesale a partire dalla partnership recentemente firmata con Wind Tre e dal Memorandum of Understanding siglato con TIM; e l’avvio di un progetto per la realizzazione di una piattaforma per l’offerta di connettività FWA a livello Europeo“.

Luca Spada, Presidente e fondatore di EOLO, ha dichiarato: «Il fixed wireless è una tecnologia leader nel campo della banda larga che può offrire maggiore connettività coesistendo al contempo con altri tipi di accesso alle infrastrutture, come ad esempio la Fibra e la connessione mobile 5G. Eolo è una azienda pioniera nell’implementazione di questa tecnologia sempre più popolare, soprattutto in Italia, dove ancora oggi l’adozione della connettività a banda larga è inferiore rispetto agli altri paesi, sottolineando così la crescita della domanda per i servizi offerti da Eolo. Partners Group è leader negli investimenti e nella trasformazione di infrastrutture digitali a livello globale e la sua esperienza nelle transazioni e l’approccio improntato sulle partnership la rende il partner ideale per la nostra prossima fase di crescita che prevede di esportare il nostro know-how in altri stati europei».

Per Livio Fenati, Managing Director, Co-head Private Infrastructure Europe, Partners Group, «Eolo trae beneficio dai trend di trasformazione che trainano lo sviluppo della digitalizzazione, la connettività diffusa e la densificazione della rete, tutti temi alla base del nostro approccio di investimento verso le infrastrutture digitali. La tecnologia fixed wireless access offre una soluzione a banda larga competitiva alle aree rurali e semiurbane, grazie a una velocità di connessione competitiva, al basso costo di roll-out e alla facile implementazione. Avrà inoltre un impatto positivo significativo sulla popolazione rurale italiana, migliorandone la qualità della connettività. La nostra view mira ad accrescere la posizione di leadership nazionale di EOLO e a
trasformare l’Azienda in una delle principali piattaforme in Europa di fixed wireless access broadband».

Partners Group è una società di investimenti con quartier generale a Zugo in Svizzera, 1500 dipendenti, un portafoglio di partecipazioni da 150 miliardi di dollari.

Dopo la cessione a Partners Group, Eolo potrà proseguire nel piano di rafforzamento che prevede investimenti per 850 milioni di euro entro il 2025, secondo tre direttrici principali:
– il consolidamento della propria copertura basata su una banda a onde millimetriche
– l’affitto della rete ad altri operatori “a partire dalla partnership recentemente firmata con Wind Tre e dal Memorandum of Understanding siglato con Tim”
– e l’avvio di un progetto per la realizzazione di una piattaforma per l’offerta di connettività Fwa a livello europeo.


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Startup

OGR Bridging Growth il nuovo programma delle OGR Torino e di Mind the Bridge

E’ stato presentato allo Scaleup Summit Turin 2026, OGR Bridging Growth il nuovo programma delle OGR Torino, l’hub della Fondazione CRT, e Mind the Bridge che accelera l’internazionalizzazione delle startup.

L’iniziativa è promossa dalle OGR Torino in collaborazione con la piattaforma globale di open innovation Mind the Bridge ed è dedicata alla crescita internazionale delle startup ad alto potenziale. Il programma  attraverso 16 programmi di innovazione, ha supportato dal 2019 oltre 450 startup, catalizzando complessivamente più di 480 milioni di euro

Rivolto alle migliori realtà selezionate tra le oltre 450 startup coinvolte nei programmi delle OGR Tech dal 2019 a oggi, OGR Bridging Growth individuerà ogni anno 15 aziende con forte vocazione internazionale, offrendo un percorso di sei mesi focalizzato su sviluppo del business e accesso ai mercati globali, che culminerà in un CEO Retreat nella Silicon Valley. Le prime imprese selezionate verranno annunciate nei prossimi giorni.

In questi anni l’ecosistema OGR Tech si è progressivamente ampliato e consolidato, e il nuovo programma rappresenta un ulteriore traguardo che testimonia la crescita dell’hub. I 16 programmi attivi negli ultimi dodici mesi hanno consentito di supportare oltre 170 startup. Dal 2019 a oggi è inoltre salito a 480 milioni di euro il totale dei capitali catalizzati dalle startup partecipanti ai programmi OGR Tech.

Le OGR Torino guideranno l’iniziativa come piattaforma di connessione tra startup, corporate e istituzioni, facilitando l’accesso a opportunità industriali e di mercato. Mind the Bridge metterà a disposizione il proprio framework di scaling, affiancando founder e top management su aree chiave quali business development, go-to-market e ingresso in nuovi mercati, fundraising, posizionamento strategico e comunicazione.

L’apertura è stata affidata al Segretario Generale della Fondazione CRT Patrizia Polliotto, al Presidente delle OGR Torino Davide Canavesio, al Presidente di Mind the Bridge Alberto Onetti e al CEO di Mind the Bridge Marco Marinucci, il Summit ha approfondito l’evoluzione del ruolo dell’open innovation manager, con la presentazione del report Inside the Open Innovation Role. Profiles, Skills, and Challenges of Corporate Innovation Managers.

L’analisi, condotta nell’ultimo anno da Mind the Bridge su centinaia di professionisti dell’innovazione di grandi corporate internazionali, fotografa l’evoluzione dell’Open Innovation Manager, figura sempre più centrale nel collegare imprese e startup.

Dal punto di vista del profilo professionale, emerge che la totalità degli intervistati possiede almeno una laurea e il 40% ha ulteriormente conseguito un MBA.  La maggioranza (56%) ha un background accademico in discipline economico-manageriali (il dato include anche un 13% di chi combina studi in business e ingegneria e l’1% di chi ha unito business e discipline scientifiche); poco meno di un terzo (28%) ha conseguito una laurea in ingegneria e solo il 2% possiede titoli di studio in giurisprudenza o in altre discipline umanistiche. Dati che confermano la natura ibrida di un ruolo che richiede competenze sia strategiche che tecnologiche.

Il report evidenzia inoltre come il percorso verso ruoli operativi in open innovation richieda circa 9 anni di esperienza professionale, mentre per accedere a posizioni direttive servano mediamente altri 7-8 anni. L’esperienza diretta con l’ecosistema delle startup emerge come un fattore distintivo: il 59% dei professionisti ha lavorato direttamente con startup, il 64% proviene da team di corporate innovation e il 48% ha maturato esperienze in venture capital, acceleratori o incubatori.

Nonostante la crescente diffusione dell’open innovation nelle strategie aziendali, permangono alcune criticità interne alle organizzazioni: processi decisionali lenti, limitato supporto del top management e una cultura dell’innovazione ancora non pienamente diffusa.

Persiste, inoltre, il divario di genere nei ruoli legati all’open innovation. Nel complesso, gli uomini rappresentano circa due terzi dei professionisti intervistati, mentre le donne sono maggiormente presenti nei ruoli operativi o di gestione dei programmi. Il divario tende ad ampliarsi ai livelli più senior, dove le posizioni di leadership restano prevalentemente maschili, segnalando una sfida ancora aperta per l’evoluzione delle funzioni di innovazione all’interno delle grandi imprese.

I risultati sono stati discussi e commentati con protagonisti dell’ecosistema italiano, tra cui, sul fronte corporate, Claudia Berti, CIO Pelliconi già Head of Global Innovation & IPR Barilla Group, Paolo Cerioli, Chief Innovation and Information Technology Officer di Fincantieri, Giacomo Silvestri, Executive Chairman Eniverse Ventures – Eni Group Head of Innovation Ecosystems, e, sul fronte scaleup, Luca Rossettini, CEO e Founder di D-Orbit. Le più recenti tendenze del corporate venture capital sono state analizzate con gli ospiti internazionali Marc Thom, Corporate Vice President CVC – Head of Henkel Ventures, e Jan Lozek, Founder & Managing Partner di Future Energy Ventures.


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Startup

Il programma Techstars lascia le OGR a Torino

Il programma Techstars lascia Torino dopo che il suo  managing director Martin Olczyk ha annunciato la chiusura su Linkedin.  Si chiude un percorso iniziato nel 2020 con l’arrivo a Torino  alle OGR – dell’acceleratore. In sei anni il programma ha sostenuto oltre 60 startup con oltre cento milioni di euro di investimenti raccolti.

Techstars è uno dei principali acceleratori di startup al mondo noto come tra i più influenti e attivi. Fondata con l’obiettivo di sostenere imprenditori promettenti e trasformare idee innovative in aziende di successo, l’organizzazione ha contribuito alla crescita di migliaia di startup in tutto il mondo. Techstars è stata fondata nel 2006 a Boulder, negli Stati Uniti, da David Cohen, Brad Feld, David Brown e Jared Polis. L’idea alla base del progetto era semplice ma ambiziosa: creare un programma strutturato che aiutasse le startup nelle prime fasi di sviluppo attraverso mentorship, investimenti e accesso a una vasta rete di contatti.

Negli anni Techstars ha ampliato la propria presenza aprendo programmi di accelerazione in molte città del mondo, tra cui New York City, Londra, Berlino e Toronto. Oltre ai programmi tradizionali, l’organizzazione ha sviluppato anche acceleratori verticali, spesso realizzati in collaborazione con grandi aziende e organizzazioni internazionali. Questi programmi si concentrano su settori specifici come: fintech,  mobilità,  intelligenza artificiale,  sostenibilità,  salute digitale.

Il messaggio di Martin Olczyk  su Linkedin

After 8 years, 8 programs, and 3 countries, +200 founders, across hashtag#Berlin, hashtag#Amsterdam and hashtag#Torino, it’s time to move on!

Thousands of stories. Lifelong memories. Moments of doubt, joy, pride, exhaustion, and pure adrenaline. I’m incredibly grateful for all of it.

To all our amazing 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼𝗿𝘀, who followed me from Berlin and Amsterdam to Torino, and those who joined us in the past 6 years – you are pure magic, so many friendships were built! THANK YOU!

To our amazing 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼𝗿𝗮𝘁𝗲 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗻𝗲𝗿𝘀 who trusted in us, especially Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT and hashtag#IntesasanpaoloInnovationCenter, none of this would have been possible without your belief and long-term commitment.

To all the +200 𝗳𝗼𝘂𝗻𝗱𝗲𝗿𝘀 who allowed me to be part of their journey, you all kill it. 𝗧𝗲𝗮𝗺, 𝘁𝗲𝗮𝗺, 𝘁𝗲𝗮𝗺, and again 𝘁𝗲𝗮𝗺, 𝘁𝗲𝗮𝗺, 𝘁𝗲𝗮𝗺, our stage is all about people, and you made this journey so special.

There are thousands of people I’d love to thank individually – far too many to name – but especially Italy  , and all the Italians who welcomed me with open arms and made Italy feel like home from day one.


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Innovazione

Torna il 12-13 febbraio il World AI Cannes Festival

Il World AI Cannes Festival torna il 12-13 febbraio 2026, con un programma potenziato con il Summit degli Eletti, organizzato in partnership con l’Associazione dei Sindaci di Francia e l’Assemblea dei Dipartimenti Francesi, che riunirà 150 rappresentanti eletti da tutto il paese.
Questa nuova iniziativa affronterà una questione centrale: come l’intelligenza artificiale può modernizzare i servizi pubblici, migliorare le performance territoriali e ottimizzare gli investimenti locali?

L’edizione 2026 del WAICF proporrà un programma di conferenze strutturato intorno a quattro temi principali.
Il primo, AI for Business, esplorerà le leve pratiche che consentono alle organizzazioni di deployare e scalare i loro progetti di intelligenza artificiale. Metterà in luce gli ultimi casi d’uso, le prove di concetto e gli approcci più efficaci per massimizzare il valore aziendale dell’AI.

Il secondo, AI Governance, affronterà questioni di etica, trasparenza e compliance. Mira a fornire una migliore comprensione dei quadri di governance e regolatori, dimostrando come questi principi possano diventare veri motori di fiducia e innovazione sostenibile.

Con The Next AI Tech, i partecipanti scopriranno le scoperte tecnologiche e le disruption principali che stanno già ridefinendo il futuro dell’intelligenza artificiale: large language models (LLM), AI agentica, robotica, high-performance computing e tecnologie quantistiche.

Infine, Health AI Summit, sotto il patronato della European Society for AI in Health (ESAIH), mostrerà le applicazioni dell’AI nel settore sanitario, inclusi nuovi trattamenti, strumenti di imaging, medicina predittiva, prevenzione personalizzata e percorsi di cura ottimizzati.


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